Una sentenza politica
Se la giunta del Senato è un organo politico, come ha ripetuto ancora ieri l’intemperante ex giudice Felice Casson (Pd), va da sé che il giudizio che tale organismo è chiamato a esprimere sul mandato parlamentare di Silvio Berlusconi sarà una sentenza politica. Si tratta dunque di sapere che profilo simbolico è destinato ad assumere il verdetto dei “giudici” in grisaglia. Non molto di più, dato che la sentenza vera sulla decadenza berlusconiana dal Senato arriverà verosimilmente nella seconda metà di ottobre, quando la Corte d’appello di Milano avrà ricalcolato le pene accessorie da infliggere al Cav.
6 AGO 20

Se la giunta del Senato è un organo politico, come ha ripetuto ancora ieri l’intemperante ex giudice Felice Casson (Pd), va da sé che il giudizio che tale organismo è chiamato a esprimere sul mandato parlamentare di Silvio Berlusconi sarà una sentenza politica. Si tratta dunque di sapere che profilo simbolico è destinato ad assumere il verdetto dei “giudici” in grisaglia. Non molto di più, dato che la sentenza vera sulla decadenza berlusconiana dal Senato arriverà verosimilmente nella seconda metà di ottobre, quando la Corte d’appello di Milano avrà ricalcolato le pene accessorie da infliggere al Cav. (tempi brevi anche per ricorso in Cassazione e relativa sentenza). Il destino berlusconiano non lo stabilirà l’improvvisata corte di giustizia parlamentare cui si è rivolto ieri il relatore Andrea Augello (Pdl), non saranno i piccoli inquisitori pentastellati a decollare il Caimano, né i loro colleghi democratici intimoriti e distratti dalle baruffe del loro congresso permanente.
Nella giunta del Senato si combatte una battaglia simbolica intorno a un condannato destinato per via giudiziaria all’esilio in patria e a un ruolo extraparlamentare, ferma restando la capacità berlusconiana di reagire riconquistando spazi d’azione esigui ma decisivi per le sorti della legislatura. In questo clima, con queste premesse, i dirigenti del Pd dovrebbero domandarsi se valga più (anche in termini di convenienza spicciola) un contegno realistico, intonato a una visione pacificatrice che nulla tolga all’inesorabilità della magistratura ma che garantisca a Berlusconi un trattamento dignitoso, o se invece si preferisca cedere alla tentazione dell’assassinio politico.